Quando Justine e Reiner Vollert hanno volato con la MAF dal Sud Sudan per un controllo sanitario a Nairobi, hanno sperimentato ancora una volta la provvidenza di Dio.
La ragione di questo particolare volo è iniziata cinque anni fa, quando a Justine Vollert è stato diagnosticato un cancro in Nuova Zelanda. Le cellule tumorali sono state trattate in modo efficace dai medici che poi hanno dichiarato che era guarita. Tuttavia, ha dovuto sottoporsi a controlli regolari nei successivi cinque anni. Dopo questo calvario, la coppia Vollert ha avuto la chiamata da Dio per andare in Sud Sudan per servire con la missione Africa Inland Mission (AIM). Un giorno però, Justine ha scoperto due nuovi noduli e le hanno consigliato di andare a Nairobi per effettuare i controlli, poiché gli ospedali del Sud Sudan non avevano l’attrezzatura adeguata.

Dio è fedele!

“Sarebbe stato molto fastidioso se avessimo
dovuto interrompere il nostro lavoro con AIM e tornare in Nuova Zelanda per curare il cancro”, ha detto Justine. “Ma Dio è fedele: i noduli si sono rivelati innocui e potremo tornare a lavorare.” Quando la coppia ha contattato la MAF per tornare in Sud Sudan, il volo del lunedì successivo era al completo. “È stato così deludente, perché è troppo costoso per noi rimanere a Nairobi, anche nella pensione della missione AIM. Ma ancora una volta, Dio si è preso cura di noi. La MAF ci ha chiamato e ha detto che avevano ricevuto due cancellazioni e che perciò avremmo potuto fruire del volo.” Dall’agosto 2018, Justine e Reiner sono stati con la missione AIM con un contratto di un anno per fare istruzione domestica ai figli dei missionari a Torit, nel Sud Sudan, mentre le loro madri imparavano la lingua locale.


La chiamata

Prima che incontrasse Reiner, la vita di Justine non era stata semplice ed agiata, ma dopo aver ottenuto un diploma di insegnante ed un lavoro all’età di 55 anni, lei è finalmente riuscita a mettere da parte un po’ di soldi. Justine e Reiner si sono conosciuti, si sono sposati e hanno comprato la casetta più carina che il loro budget gli permettesse, con quattro camere da letto, una foresteria e un caminetto.
Un giorno, durante la sua meditazione e preghiera giornaliera, Dio rivolse a Justine queste parole: “Coloro che non lasciano tutto per me, la famiglia,
gli amici e le case, non sono degni di me”. “Vendi tutto, dallo ai poveri e seguimi”. Justine era incredula: questo non poteva essere rivolto a lei dopo tutto quello che aveva passato, ma quando è andata in chiesa quello stesso giorno, il pastore ha predicato esattamente quelle stesse parole.
I Vollert tentarono di affittare la casa, ma anche a un prezzo molto basso nessuno era interessato.
Poi un giorno alle 10 del mattino, misero la casa in vendita e alle 4 del pomeriggio era già venduta. Poco dopo, hanno lasciato la Nuova Zelanda con 100 dollari in tasca e una valigia condivisa per lavorare in un orfanotrofio in Tanzania. Sei mesi dopo, l’organizzazione con cui lavoravano, chiese loro di andare in Ghana per aprire un orfanotrofio.
I Vollert sono stati lì dal 2007 al 2009.


Gesù chiama gli orfani

“I nostri primi due bambini in Ghana erano due fratelli”, ricorda Justine. “Nelle settimane e nei mesi successivi, abbiamo avuto 15 bambini in totale, di età diverse. Uno dei due fratelli arrivati per primi, aveva un carattere duro e difficile, ma nel corso dei mesi, Dio ha toccato il suo cuore.
Una sera, mentre facevo lo studio biblico, mi ha chiesto se poteva chiedere a Gesù di entrare nel suo cuore. Sono quasi caduta dalla sedia. Era l’ultimo bambino che mi sarei aspettata che avrebbe dato il suo cuore a Gesù!
Ma, lui ha aperto la strada ed è stato il primo dei bambini a ricevere Gesù. Altri due bambini seguirono quella notte e nel corso delle settimane anche altri bambini diedero il loro cuore e la loro vita a Gesù. Il ragazzo che era così difficile da gestire è diventato un bambino diverso. Faceva le sue faccende, aveva smesso di prendere a pugni gli altri bambini e voleva andare alla scuola domenicale in chiesa, mentre prima non aveva nessuna intenzione di parteciparci.”

Il miracolo del cibo


“Abbiamo avuto anche dei momenti davvero difficili.
Una settimana, è iniziato a scarseggiare il cibo. I soldi non arrivavano dagli sponsor. Reiner ed io avevamo usato i soldi del nostro sostegno di missionari per acquistare cibo, vestiti e acqua per i bambini. Eravamo completamente al verde! Alla fine della settimana il cibo era completamente finito. Avevamo un piccolo sacchetto di latte in polvere che abbiamo usato per i bambini e così li abbiamo mandati a scuola dopo che avevano fatto colazione solamente con del latte diluito! Avevamo pregato tutta la settimana affinché Dio provvedesse e sapevo che il Creatore dell’universo avrebbe esaudito tutti i nostri bisogni. Il giorno in cui non c’era più cibo ho riunito i bambini prima di mandarli a scuola. Reiner ed io abbiamo pregato che Dio provvedesse nella Sua bontà. Ammetto che la mia fede stava vacillando, ma ho detto ai bambini che per le cinque di quel
giorno avremmo mangiato. Dissero tutti: “Lode al Signore” e se ne andarono felici a scuola. Reiner ed io avevamo deciso che avremmo dovuto chiudere l’orfanotrofio perché non avevamo più soldi per nutrirli.
Con una fede molto debole abbiamo pregato il Signore per gran parte della giornata, ma non è successo nulla: sembrava che Dio ci avesse dimenticati. La settimana precedente avevamo già dovuto razionare le scorte ed ora non avevamo più nulla da dare loro: Reiner ed io eravamo disperati, pronti ad arrenderci! I bambini sono tornati dalla scuola e, sebbene fossero molto affamati, si sono messi a giocare felici nel cortile. Alle cinque, quando la speranza era svanita, bussarono al cancello dell’orfanotrofio. Era un uomo con un camion carico di cibo che ci disse che Dio gli aveva parlato dicendogli che c’era questo orfanotrofio che aveva bisogno di cibo. Consegnò il cibo e mentre usciva mise un mucchio di soldi nella mano di Reiner. Ora eravamo in grado di acquistare acqua, medicinali e le altre cose che avevamo esaurito. Quando il camion entrò nel cortile dell’orfanotrofio, i bambini gridavano: “Lode al Signore! Lode al Signore!” Corsero nella nostra stanza e dissero: “Mamma, avevi ragione! Dio ci ha portato il cibo alle cinque, proprio come hai detto che avrebbe fatto”. Mi sono vergognata così tanto di aver dubitato della fedeltà di Dio! Tutti i bambini hanno visto la benevolenza di Dio per loro ed è stata una testimonianza del Suo amore, della Sua fedeltà e della Sua bontà per loro. Non abbiamo avuto bisogno di acquistare cibo per tre mesi. Dio è buono!”


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