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Dal direttore
Un pilota che ha scritto diversi libri sul volo
disse: “Un pilota non
vola per andare in un
determinato posto, anche
se va in molti posti.
Non vola per risparmiare
tempo, anche se ne risparmia molto.
Non vola per guadagno o per affari”. Sono
tutte buone ragioni, ma sono solo il sottoprodotto
di una sola ragione vera. Questa ragione
è l’amore, la passione per il volo e la ricerca
della vita stessa e il viverla al presente. Questa
affermazione mi ha fatto riflettere su come
deve essere la vera vita in Cristo.
L’amore e la passione che l’Apostolo Paolo
aveva per Gesù, lo portò a dire nella lettera ai
Filippesi: “Per me il vivere è Cristo e il morire
guadagno”. Nel Salmo 42:1 il salmista dice:
“Come la cerva anela ai rivi delle acque, così
l’anima mia anela a te o Dio”. Se amiamo veramente
il Signore la nostra priorità sarà quella
di perseverare nelle Sue vie. La Parola di
Dio ci avverte chiaramente che è possibile allontanarsi
da quel primo amore che avevamo
per Gesù.
In Apocalisse leggiamo che il Signore riprende
la chiesa di Efeso perché aveva lasciato il suo
primo amore. Certo in questi ultimi tempi stiamo
vivendo situazioni molto difficili. L’avversario
delle nostre anime, sapendo di aver poco
tempo, sta sferrando tutti i suoi attacchi contro
la chiesa, cercando di stancare i credenti,
facendo perdere loro quello zelo e quell’amore
che avevano nel principio. L’Apostolo Paolo
però pur essendo in carcere a Roma, scrivendo
ai Filippesi diceva: “ Fratelli... proseguo il corso
verso la meta verso il premio della suprema
vocazione di Dio in Cristo Gesù”.
Ciò che spinse il pilota della MAF Nait Saint,
con i suoi quattro amici ad andare in Ecuador
a portare il Vangelo alla tribù degli Auca è stato
solo l’amore di Cristo. Jim Elliot, uno dei
martiri disse: “Non vedo l’ora di raggiungere
gli Auca, se Dio mi darà l’onore di proclamare
il Suo Nome fra loro... Sarei felice di dare la
mia vita per quella tribù”.
Quegli uomini sono stati tutti brutalmente uccisi,
ma quella che sembrava una grande sconfitta
è stata invece una grande vittoria. Gli
Auca (che oggi si chiamano Waorani) ora non
si uccidono più, perché l’amore di Cristo ha
trasformato le loro vite. L’Apostolo Paolo nella
lettera gli Efesini prega che possano “comprendere
quale sia la larghezza, la lunghezza,
la profondità e l’altezza dell’amore di Cristo”.
Che questa possa essere anche la nostra preghiera. ¬
[Roberto]

Da carcerato
a pastore

Il pastore Joseph Ngara, ex detenuto nelle
carceri di Nairobi in Kenya, ora ritorna a
visitare i suoi amici di cella con il messaggio
della salvezza che ha cambiato la
sua vita.
Prima di convertirsi a Cristo la sua
vita era totalmente immersa nella
criminalità. Anche il pastore
Chege, armato di pistola, assaltava le banche,
rubava le auto ed era continuamente
coinvolto in atti di violenza. Quando fu
messo in carcere per l’undicesima volta fu
mandato alla prigione di Nyeri, dove ricevette
24 frustate e dove rimase a scontare
cinque anni di pena.
Nel 1970 un gruppo di credenti venne a
predicare l’Evangelo nelle carceri e Joseph
subito credette alla Buona Novella e diede
la sua vita a Cristo.
Dopo aver scontato la pena fu rimesso in libertà: il suo progetto ora non era più quello
di continuare a rubare, ma di servire il Signore.
Prese quindi la pistola e le munizioni che
aveva tenute nascoste e le consegnò all’ufficiale
di polizia di Nairobi, testimoniando della
sua conversione a Cristo e del cambiamento
che era avvenuto nella sua vita.
Il comandante, meravigliato per quella notizia,
fece subito venire nel suo ufficio anche
gli altri agenti di polizia e disse loro: “Vedete
questa persona è venuta a consegnare la sua
pistola, perciò oggi abbiamo capito che Gesù
è più grande delle forze di polizia. Tutti gli
sforzi fatti da noi per cercare di bloccare
quest’uomo dalle attività criminali sono stati
inefficaci, ma Gesù vi è riuscito”.
Ora Joseph, insieme al Pastore Chege, è impegnato
a predicare l’Evangelo nelle prigioni
della Provincia della Rift Valley. Tre anni fa
fondò in Kenya l’associazione “Prisoners for
Christ” (Prigionieri per Cristo), che conta attualmente
100 volontari credenti, che visitano
le carceri distribuendo beni di prima necessità,
Bibbie e letteratura cristiana. Oltre 33.000
carcerati hanno ricevuto la Parola di Dio e
4.500 si sono convertiti.
Lo scorso Marzo il pilota della MAF Daniel
Loewen–Rudgers ha trasportato in volo i pastori
Ngara e Chege da Nairobi a Garissa, con
un carico di sapone, Bibbie, Nuovi Testamenti
e opuscoli cristiani. Stanno già costruendo un
locale di culto per la prigione e si sta progettando
qualcosa anche per la prigione di Wajir,
dove ancora manca anche il cappellano.
L’associazione “Prigionieri per Cristo” ha già
6 responsabili di zona, i quali sono molto attivi
nel far fronte ai bisogni dei detenuti e nel
portare loro un segno tangibile dell’amore di
Cristo. Solo lo scorso anno sono stati fatti 300
incontri evangelistici nelle carceri in Kenya,
65.000 detenuti hanno udito l’Evangelo e
9.500 di loro hanno espresso il desiderio di
seguire Cristo.
Quando l’aereo della MAF è atterrato a Garissa
per riportare a Nairobi i due pastori,
hanno detto: “Siamo meravigliati nel vedere le
grandi cose che fa il Signore. Ha mandato un
aereo esclusivamente per noi”. ¬
Serviamo Dio per la Sua grazia

Non puoi predicare il Vangelo ad una persona
che sta morendo di fame. Prima devi
dargli da mangiare e poi puoi predicare
la Buona Novella.
Questo è l’approccio del ministero
del pastore David e del suo
gruppo di collaboratori che stanno
operando fra la tribù Turkana, a Lodwar
nel Kenya settentrionale.
Cinque pastori africani si stanno mobilitando
per portare il Vangelo alle tribù mai raggiunte
nel distretto del Turkana. I voli regolari
degli aerei della MAF da Nairobi a Lodwar
sono di grande supporto per il ministero
di questi pastori.
E’ una vera sfida portare il Vangelo ai Turkana.
Il pastore David, che fa parte di quella
tribù, spiega: “Come Turkana, noi avevamo
le nostre credenze, adoravamo le montagne
e gli alberi”.
Ora questi pastori stanno subendo dure opposizioni
da parte di altri gruppi religiosi e
dagli Emurons (gli stregoni), le cui pratiche
di stregoneria sono molto diffuse. Quando
ci sono nuovi convertiti, gli stregoni fanno
tutto il possibile per allontanarli dalla
chiesa.
Stregone trasformato
Regina Amekwi è la figlia del locale stregone.
E’ cresciuta sulle vie del padre, ma un
giorno, attirata dalla curiosità, entrò in una
chiesa. All’udire la Parola di Dio il suo cuore
fu toccato e diede la sua vita a Gesù.
Oggi viene chiamata affettuosamente con
il nome di “Mama Assembly” ed è responsabile
del gruppo delle sorelle. Regina guida
gli incontri delle donne nella chiesa di
Nyanae vicino a Lodwar, portando insegnamenti
biblici sul ruolo della donna nella famiglia.
Il versetto preferito di Regina è quello del
profeta Geremia: “Io conosco i pensieri che
ho per voi, dice l’Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza”.
Ora lei sente di avere una speranza
ed un futuro. “La chiesa”, dice Regina, “ora
è dentro al mio cuore”.
Pastori incoraggiati
I pastori che curano le comunità dei Turkana
dipendono solamente dal Signore. Loro
stessi vivono una vita molto semplice e spesso
fanno molti chilometri a piedi per visitare
i credenti delle chiese. Il pastore John cura
la chiesa di Nyanae e dice semplicemente:
“Serviamo Dio per la Sua grazia”.
Oltre a cibare questa tribù con la Parola di
Dio, i pastori hanno un continuo bisogno
degli aerei della MAF per soddisfare sia i bisogni
spirituali che quelli materiali di questa
popolazione.
Le chiese americane, in collegamento con
i pastori, mandano gruppi di credenti per
aiutarli nel loro lavoro. Recentemente l’aereo
della MAF ha trasportato in volo a Ladwar
un gruppo di missionari della Mission
Society, i quali hanno tenuto un seminario
per tutti i pastori del distretto del Turkana.
Turkana convertito
Il pastore Jacob serve con gioia la sua gente,
nonostante le difficoltà dovute al caldo, alla
siccità e alla povertà. A questo si aggiunge la sua dipendenza alle stampelle. Ci dice: “Ho
visto che è bene servire Dio anziché servire
questo mondo”.
Diverse volte all’anno a Lodwar si fanno
campagne evangelistiche. Attraverso la predicazione
della Parola di Dio e la proiezione
del film “Jesus” più di 400 persone si sono
convertite a Cristo.
Il popolo Turkana dimentica con difficoltà
le proprie tradizioni. Il pastore David spiega
che loro non credono che si debba avere
una sola moglie, ma vogliono averne il
più possibile. Noi spieghiamo che la Bibbia
parla di una sola moglie. Per un Turkana
questo concetto è molto difficile da capire,
perché una sola moglie porta povertà
nella famiglia e meno persone che lavorano.
Nonostante questo, le chiese continuano
a crescere mentre la Parola di Dio affonda
sempre più le radici nei loro cuori.
Gli aerei della MAF continuano ad avere
un ruolo chiave nell’importante opera
di aiuto fisico e spirituale per il popolo
Turkana. ¬
Richiesta piloti e
tecnici aereonautici

I piloti che desiderano collaborare con la
MAF, devono essere in possesso di:
• brevetto di pilota commerciale (ICAO);
• regolare certificato medico aeronautico;
• minimo 500 ore di volo;
• abilitazione al volo IFR.
Piloti
• 1 pilota per il Bangladesh con base a Dhaka
per volare su Cessna Caravan anfibio.
• 1 pilota per la Mongolia con base a Ulaanbaatar
per Cessna Caravan.
• 1 pilota per il Madagascar con base ad
Antananarivo, per Cessna Caravan.
• 2 piloti per Nairobi, Kenya.
• 2 piloti per Juba in Sudan.
• 5 piloti per Papua Nuova Guinea.
Tecnici aereonautici
• 1 ingegnere capo del personale tecnico per
il Bangladesh, con ruolo di insegnante per il
personale locale.
• 1 tecnico aeronautico per Juba, Sudan.
• Tecnici per Papua Nuova Guinea. ¬
News dall'Italia...

Lo scorso Luglio il Signore ci ha
dato la gioia di avere tra noi il
fratello Derek Hadfield dall’Inghilterra,
con il quale abbiamo potuto visitare
alcune chiese dell’Italia meridionale, in
particolare nella provincia di Foggia e in Sicilia.
Il fratello–pilota Angelo Lodetti ed il
fratello Elia Cascio ci hanno accompagnati
nella visita dell’aereporto in cui Angelo effettua
i voli turistici per la promozione delle attività
della MAF.
Siamo stati benedetti dall’ospitalità e dal calore
dei fratelli, ma anche dalla sensibilità
delle comunità verso l’opera missionaria.
In alcune chiese abbiamo proiettato il film
“La punta della lancia” che racconta la storia
dei primi martiri della MAF, uccisi in
Ecuador nel 1956 dalla tribù degli Auca.
Molti sono stati toccati ed hanno sentito un
maggior peso per la MAF.
Nuovi collaboratori per la MAF–Italia
Forse non sei un pilota o un ingegnere aeronautico,
però senti il desiderio di essere
coinvolto nell’opera della MAF. Se sei interessato,
scrivi a: info@mafitaly.org. ¬
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